Il candeliere è uno degli strumenti più comuni presenti all’interno di una chiesa o un qualsiasi ambiente sacro. La sua funzione è quella di fornire sostegno alla candela, simbolo di luce e di fede.

Esistono diversi tipi di candeliere in base alle caratteristiche decorative che presenta e alla posizione che assume durante la funzione religiosa.

In questo articolo vogliamo aiutarti a capire cosa rappresenta il candeliere e quali sono le tipologie più diffuse in ambito cristiano. Continua a leggere!

La storia del candeliere

Il candeliere è da sempre considerato un oggetto prezioso poichè in grado di illuminare l’oscurità della notte rivelandosi un alleato indispensabile per l’uomo. Anche gli antichi romani utilizzavano forme rudimentali di candelieri, sia per la loro funzione che per scopi ornamentali. Nel tempo sono state impiegate diversi materiali per forgiare questi preziosi strumenti. Il legno era certamente quello più diffuso ma presto, soprattutto in epoca romana, iniziarono a comparire due tipologie di candelieri: quelli in marmo e quelli in bronzo.

I candelieri in bronzo venivano forgiati con grande maestria dagli artigiani tanto da diventare un oggetto d’arredo sempre più diffuso anche in ambito casalingo con scopi ornamentali. I candelieri in marmo invece, erano più pesanti e robusti e per questo venivano solitamente posizionati all’interno dei templi, dei luoghi di culto, degli edifici pubblici e venivano decorati e abbelliti con grande attenzione. Al di là dell’ambiente in cui veniva riposto, il candeliere ha sempre avuto un importante ruolo nella vita delle persone poichè rappresentava l’elemento protettore dal buio e dalle tenebre.

Con la caduta dell’Impero Romano, i candelieri iniziarono a diffondersi sempre di più negli ambienti di culto cristiani, mantenendo le stesse forme ma arricchendosi nei materiali usati. Vediamo comparire quindi i primi candelieri ricchi di decorazioni rese ancora più preziose dall’uso di lamine d’oro o altri materiali pregiati.

I periodi di maggior produzione artistica dei candelieri sono il Romanico e il Barocco. Durante il primo periodo si introdusse l’uso di una nuova foggia che dava al candeliere la forma di una colonna con la base rotonda sempre rigorosamente decorata. Nel periodo Gotico invece, con la diffusione dell’artigianato inglese, tedesco e francese, tutte le produzioni di candelieri erano rivolte esclusivamente alla chiesa.

La produzione di candelieri ha sempre seguito le mode del momento e non si è mai arrestata neanche con l’arrivo della corrente elettrica. Non è raro, ancora oggi anche nei luoghi di culto, trovare candelieri con piccole fiammelle alimentate con la corrente che donano luce agli ambienti senza perdere di significato.

Il candelabro nella storia cristiana

Il candelabro, un candeliere di grandi dimensioni, affonda le sue origini durante il Cristianesimo. Troviamo questa testimonianza nel Liber Pontificalis quando si racconta la Vita di Papa Silvestro. In queste righe, si descrivono i candelabri d’oro e di bronzo che sono stati donati alle basiliche costantiniane e documentati fino al IX secolo. Si trattava di candelabri multipli, elaborati che solitamente trovavano posto a terra ai lati dell’altare.

Tipologie di candelabri

Nelle prescrizioni liturgiche non esistono particolari regole che riguardano la tipologia di candeliere da utilizzare, tanto meno riguardo il materiale (bronzo, ferro battuto, legno, argento e così via). È importante ricordare che ciascuna forma si lega a una specifica funzione o una collocazione particolare.

Tra le principali tipologie possiamo trovare:

  1. Il candeliere a due bracci, anche chiamato doppiere, con due bracci simmetricamente divergenti rispetto al fusto centrale. Questo candeliere era molto diffuso a partire dal XVIII secolo.
  2. Il candelabro a tre o a cinque bracci, possono essere simmetrici, radiali o digradanti e vengono classificati in base al numero specifico dei bracci e alla loro disposizione.
  3. La statua portacandelabro, in genere di piccole dimensioni e particolarmente diffusa nel Medioevo e nel Rinascimento. Spesso la statua rappresentava un angelo e il candeliere veniva appoggiato sulla testa o sulla mano.
  4. Il vaso portacandelabro, caratterizzato da un sostegno a forma di vaso da cui parte un supporto dal quale partono i bracci portacandele disposti in modo radiale o simmetrico.
  5. La corona di luci, molto diffuso nel XIV secolo e di grandi dimensioni. Si tratta di un candelabro da terra con diversi lumi, disposti in modo simmetrico su piccoli cerchi concentrici, solitamente realizzato in ferro battuto.
  6. La saettìa, un candelabro da terra con un supporto triangolare per quindici candele usata nei momenti liturgici solenni come l’Ufficio del Mattino o delle Tenebre del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo durante i quali si spegne una candela al termine di ogni salmo. In genere realizzata in legno o metallo.
  7. Il candelabro a sette bracci, legato alla religione ebraica con una forma che si ispira al tradizionale candelabro del Tempio di Gerusalemme (Menorah). Nel Cristianesimo viene usato come simbolo dei Sette Sacramenti a partire dal Medioevo.

Esistono inoltre una serie di modelli di candelieri, disposti su un supporto a gradino concavo, rettilineo o su una base elaborata, che raggiungono composizioni molto scenografiche e che vengono usati in occasione di particolari festività liturgiche e nell’esposizione eucaristica. I principali sono:

  • Candelabro a giardinetto: pensato per sostenere più candele, presenta una talora ad andamento concavo e nei bracci sono solitamente rappresentati motivi floreali.
  • Barra di candelabri: serie di candelabri della stessa dimensione ad eccezione di quello centralo, più alto rispetto agli altri. Questo modello deriva dalla ersia medievale e compare nelle chiese a partire dal XVII secolo.
  • Gradino di candelabri: serie di candelabri posizionati in ordine digradante su un sostegno triangolare e fissato ad una base.
  • Ersia: un supporto a rastrello realizzato per posizionare più candele presente già in epoca medievale sull’arco trionfale. Il XII e il XIII secolo sono i periodi di massima diffusione.
  • Macchina di candelabri: un supporto diffuso in epoca barocca e composto da una base in legno a molti bracci, da utilizzare durante particolari funzioni liturgiche.

Perchè le candele sono importanti?

Le candele rivestono un ruolo importante nella vita religiosa. Richiamano la luce di Dio e ci ricordano che tutto ha avuto inizio con Lui. Anche la Bibbia inizia con una frase semplice e profonda: “Sia la luce. E la luce fu”. Lo stesso Gesù è solito definirsi “vera luce” e a chiedere ai suoi discepoli di incontrare le persone e diventare “la luce del mondo”.

Nel Battesimo, la luce contrassegna uno dei momenti solenni del sacramento. Quando il padrino e la madrina accendo la candela del battezzato cogliendo la fiamma del cero Pasquale. La fiamma alimenterà la fede del bambino e da quel momento dovrà vivere come “figlio di luce, perseverando nella fede”.

Le candele ci accompagnano nel percorso di fede sia all’interno della liturgia che al di fuori. Accenderne una vuol dire affidare le proprie preghiere al Signore, alla Madonna e ai Santi. È un gesto semplice che ci aiuta a superare un momento di difficoltà che ci spinge ad invocare la luce dall’alto per illuminare la nostra vita.

La chiesta stessa incoraggia questo gesto, poichè in questo modo possiamo prolungare la preghiera, trasformarla in un segno tangibile di fede e rendere più solenne la richiesta di una benedizione.

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