Cosma e Damiano sono chiamati dalla tradizione cristiana i Santi Medici. Erano, infatti, due fratelli romani che esercitavano la professione medica durante il regno di Diocleziano (fine III sec. – inizio IV sec. d. C.) senza richiedere alcun compenso. Per questo venivano furono soprannominati Anargyroi, parola derivante dal greco antico che significa “senza argento” o “Santi non mercenari”.

Con le loro opere furono dei formidabili evangelizzatori, convertendo tantissime persone alla fede cristiana. Per questo motivo subirono il martirio sotto la terribile repressione portata avanti da Diocleziano. Vengono celebrati dalla chiesa cristiana il 26 settembre.

In questo articolo scopriremo la storia del loro martirio e del loro culto.

Chi sono i Santi Medici: la storia di Cosma e Damiano

I Santi Cosma e Damiano sono patroni dei medici, dei chirurghi e dei farmacisti. Questo perché si dedicarono alla professione di medici e guaritori in modo completamente gratuito, senza ricevere alcuna retribuzione.

Della loro vita ci è arrivato poco, ma sappiamo che erano fratelli, probabilmente gemelli e cristiani. Erano figli di Niceforo e Teodota, entrambi cristiani, vissuti nel IV secolo e originari dell’Arabia. Oltre a Cosma e Damiano conosciamo anche altri tre fratelli minori: i santi Antimo, Leonzio ed Euprepio. Crebbero ispirati dalla fede, donata loro dall’educazione cristiana materna. Tutti morirono martiri nel 303 d.C. nella città di Ciro, in Antiochia, o forse a Egea, durante la terribile persecuzione indetta da Diocleziano.

Statua Santi Cosma e Damiano in vetrorsina, alta 80 cm.
Statua Santi Cosma e Damiano in vetrorsina, alta 80 cm.

Cosma e Damiano avevano studiato in Siria, all’epoca provincia romana, e praticavano la professione medica a Egea, una città portuale sul golfo di Alessandretta, in Cilicia.

Grazie al loro lavoro di medici, riuscirono a diffondere la parola di Gesù, per curare oltre ai corpi anche le anime di chi si rivolgeva loro in cerca di aiuto e supporto. Guarendo i loro pazienti, i due santi riuscirono a convertirli al Cristianesimo. La loro opera di evangelizzazione fu quindi estremamente importante per la religione cristiana.

Il martirio

Proprio per la loro forte fede vennero arrestati: il loro martirio è uno tra i più cruenti mai descritti, tanto che di loro i martirologi ci raccontano che subirono ben cinque martiri.

Le torture subite da Cosma e Damiano furono estremamente crudeli. Furono dapprima lapidati, ma le pietre non fecero loro del male e rimbalzarono contro i soldati; dopo questo primo tormento, vennero fustigati e bersagliati da lance, ma queste rimbalzarono senza riuscire a fare loro del male; allora furono gettati in mare da un dirupo con un macigno appeso al collo, ma il Signore venne ancora in loro soccorso e i legacci si sciolsero permettendo ai fratelli di salvarsi. A quel punto, vennero messi in una fornace ardente, senza venire bruciati.

Liberati miracolosamente dal Signore furono quindi decapitati, assieme ai loro fratelli più giovani Antimo, Leonzio ed Euprepio, nella città di Ciro, nei pressi di Antiochia.

La nascita del culto

Il culto dei Santi Cosma e Damiano è attestato fin dal V secolo. Già subito dopo il loro martirio furono dedicate loro chiese e monasteri a Costantinopoli, in Asia Minore, in Bulgaria, in Grecia, a Gerusalemme. La loro fama giunse rapida anche in Occidente, grazie all’oratorio dedicato loro da papa Simmaco (498- 514) e con la basilica voluta da Felice IV (526-530).

I loro nomi sono stati poi inseriti e quindi pronunciati ogni giorno a partire dal VI secolo, nel Canone della Messa, che dopo gli Apostoli ricorda dodici martiri, chiudendo l’elenco con Cosma e Damiano appunto. Il culto crebbe e si mantenne forte durante il Rinascimento, dando vita a un’iconografia ricchissima, soprattutto in Italia, Francia e Germania.

A Firenze, oltre mille anni dalla loro morte, diventarono patroni della famiglia De’ Medici. Porta il nome di un Santo medico infatti, quello che, in seguito, i fiorentini chiameranno padre della patria: Cosimo de’ Medici il Vecchio. La casata ingaggiò anche diversi importanti artisti come il Beato Angelico, Filippo Lippi e Sandro Botticelli per illustrare la vita dei santi guaritori.

Statua Santi Cosma e Damiano in resina, alta 25 cm.
Statua Santi Cosma e Damiano in resina, alta 25 cm.

La data della ricorrenza e le tre tradizioni: asiatica, romana e araba

Possiamo rintracciare all’interno delle fonti arrivate fino a noi tre diverse tradizioni:

  • una tradizione “asiatica” partita da Costantinopoli, capitale dell’impero bizantino;
  • una tradizione “romana” diffusa soprattutto in Siria;
  • una tradizione “araba” che tuttavia si affermò soprattutto nell’Europa occidentale, a Roma.

Ad ogni tradizione della vita dei Santi Cosma e Damiano corrisponde il giorno festivo specifico:

  • la tradizione “asiatica” li festeggia il 1º novembre
  • la tradizione “romana” il 1º luglio
  • la tradizione “araba” il 17 ottobre

La tradizione cattolica stabilì invece la memoria liturgica il 27 settembre e in seguito Paolo VI la spostò al 26 settembre.

La chiesa ortodossa ha fissato diverse date per la loro commemorazione il 1º luglio, il 17 ottobre e il 1º novembre, a seconda dei vari costumi locali.

Indipendentemente dalla data, la commemorazione dei Santi Medici rappresenta un’occasione per lasciarsi ispirare da una forte testimonianza di fede.

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