I santi sono un vero punto di riferimento per la religione cattolica. Rivolgiamo a loro le nostre preghiere, li portiamo nelle processioni, gli affidiamo le nostre pene e confidiamo in loro per trovare la pace. Ma chi sono e perché nutriamo questo spirito di devozione nei loro confronti?

Nel nostro nuovo articolo vogliamo raccontarti più da vicino la storia dei santi e la ragione che ci spinge a sentirli così vicini a noi. Sei pronto? Allora buona lettura!

I Santi nella Chiesa Cattolica

I santi sono persone come noi, non possiedono doti nascoste e riservate a pochi eletti. Tutti i cristiani, nel momento in cui ricevono il dono del battesimo diventano potenziali santi. Infatti, Dio chiama tutti i suoi figli alla santità ma non tutti rispondono. I santi che la chiesa riconosce sono coloro che hanno risposto “Si” alla chiamata di Gesù e che hanno seguito la sua strada riponendo in lui la fede.

Non tutti i santi sono perfetti, molti nascondono un passato turbolento. Pensiamo ad esempio a San Francesco d’Assisi, cresciuto in una famiglia molto agiata ma che, quando ha sentito la voce del Signore, ha scelto di ascoltarla e seguirla.

Non esistono caratteristiche univoche che definiscono la figura del santo. Per la fede cattolica infatti, tutti siamo destinati a diventare santi e ognuno di noi possiede i doni e le capacità per esserlo. Questa figura è un modello di riferimento per tutti i fedeli che sono chiamati a imitarne l’atteggiamento di obbedienza a Dio e l’amore verso il prossimo.

Dopo la sua morte, il santo vivrà in Paradiso in eterno in totale comunione con Dio. Grazie a questa unione, il santo potrà essere un intercessore per i vivi, un canale d’amore attraverso il quale il fedele può comunicare con Dio.

La storia dei santi

Il Cristianesimo utilizzava la parola “santo” per indicare ogni cristiano in quanto consacrato per mezzo del battesimo. In origine, erano tutti coloro che seguivano sia fisicamente che spiritualmente Gesù e le scritture.

Successivamente il termine iniziò ad essere utilizzato per indicare i cristiani che venivano uccisi per la loro fede in Cristo, quelli definiti “martiri”. In questo modo era possibile distinguerli da coloro che per non subire il martirio sceglievano di rinnegare la fede in Dio. Questo significato fece sì che il culto dei martiri si unisse ben presto al culto dei defunti.

Fu Papa Damaso I a incentivare il culto dei martiri. Infatti, una volta terminate le persecuzioni, si preoccupò di restaurare le catacombe per riportare alla luce le tombe dei santi. Ai martiri, si associarono poi anche i confessori ovvero coloro che avevano professato la fede cristiana per tutta la vita, anche se non sono rimasti vittime di martirio. Uno dei primi santi non martiri che possiamo ricordare è San Martino di Tours.

San Martino di Tours - Santo Patrono di Buenos Aires
San Martino di Tours – Santo Patrono di Buenos Aires (fonte: radiomaria.org.ar)

Poco a poco i santi riconosciuti aumentarono e così si svilupparono anche altre categorie: le vergini, i dottori della Chiesa, i santi educatori e molti altri.
Nel Medioevo, con la compilazione degli elenchi dei santi ausiliatori, ovvero quei santi ritenuti capaci di intercedere nel caso di problemi particolari, nacquero i patronati. Tra i primi santi ausiliatori possiamo ricordare San Biagio per le malattie della gola, Sant’Agata per le malattie del seno e Santa Lucia per la vista.

La comunità cristiana iniziò quindi a mostrare una grande devozione per queste figure e per le loro reliquie. Possedere una reliquia era un fattore di prestigio per la città che avrebbe potuto attirare numerosi pellegrini e le ricchezze che portavano con sé.

Nel XX secolo, in seguito al Concilio Vaticano II, il concetto di santità viene interpretato in senso più moderno. Mentre prima veniva attribuita quasi totalmente a persone che avevano dedicato la propria vita alla chiesa, ovvero presbiteri, vescovi e suore, oggi possiamo contare numerosi santi laici.

I Santi Cattolici: chi sono?

Tra i primi santi da citare della chiesa cattolica troviamo la Vergine Madre di Dio. Il culto della Madonna è molto forte e per questo viene considerato di un livello superiore rispetto a quello per gli altri santi. Anche a San Giuseppe, sposo di Maria, è riservato un culto particolare che testimonia il suo onore e la sua grandezza su tutti gli altri santi.

Una particolare importanza è destinata anche agli apostoli e ai martiri. Ecco in ordine temporale e di importanza di culto i santi cattolici:

  • Gesù
  • Maria e Giuseppe
  • San Michele arcangelo
  • Santi arcangeli Gabriele e Raffaele
  • Santi angeli e re
  • Santi patriarchi e profeti
  • Santi apostoli ed evangelisti
  • Santi discepoli
  • I martiri e i confessori
  • Santi monaci, eremiti e asceti
  • Santi infanti e vergini
  • Santi padri e dottori della Chiesa
  • Santi mistici e patroni.

In Italia è molto diffusa la tradizione di festeggiare l’onomastico in famiglia, ovvero il giorno dedicato al santo che porta lo stesso nome del festeggiato. Sul calendario, il giorno viene assegnato in base alla sua morte, ovvero il giorno della nascita al Cielo. In realtà nello stesso giorno possono essere presenti più santi oppure figure con lo stesso nome, ma di epoche diverse, vengono celebrati in date differenti. Ogni fedele può scegliere dunque in quale giornata festeggiare il proprio onomastico.

La canonizzazione: da servo di Dio a Santo

La chiesa ha il compito di consacrare, dopo la morte, la trasformazione da uomo a santo. Questo processo si chiama canonizzazione. In questo modo è possibile verificare l’eroicità del percorso di fede della persona candidata alla canonizzazione.

Il processo è di competenza della Congregazione della Cause dei Santi che mette in pratica una per volta ognuna delle quattro fasi:

  1. Prima fase: Servo di Dio. Questo titolo viene attribuito dalla chiesa alle persone che si sono distinte per “santità di vita” e che hanno intrapreso il processo di beatificazione.
  2. Seconda fase: Venerabile. Titolo attribuito alle persone ritenute degne di venerazione da parte dei fedeli grazie alle loro virtù.
  3. Terza fase: Beato. La beatificazione è una tappa necessaria per diventare santo. È considerato un timbro che autorizza il culto del futuro santo a tutti i fedeli.
  4. Quarta fase: Santo. Infine, il beato è pronto per diventare santo e intercedere per Dio sui fedeli.

Man mano che si procede con la verifica, la persona acquista un appellativo differente fino a raggiungere quello più illustre, Santo.

Papa Francesco: «I santi non sono super uomini»

Anche Papa Francesco ha dedicato un pensiero ai santi e dice: “I santi non sono super uomini”. In queste semplici parole è racchiusa una grande verità che molto spesso si fatica a ricordare. In occasione della Festa di Ognissanti, il Papa ricorda che “I santi non sono nati perfetti, sono come noi, come ognuno di noi, persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze”.

L’unica cosa che li distingue dalle persone comuni consiste nel fatto che “quando hanno conosciuto l’amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni o ipocrisie. Hanno speso la loro vita al servizio degli altri, hanno sopportato sofferenze e avversità, senza odiare e rispondendo al male con il bene, diffondendo gioia e pace”.

A noi fedeli non resta che una cosa: imitarli, affidarci a loro e seguirli come esempio di comportamento. Per questo, non solo nelle chiese ma anche in molte case, è possibile trovare statue sacre e icone che rappresentano i santi a cui si è più devoti. Sul nostro sito puoi trovare le statue dei santi di diverse dimensioni e materiali. Visita la pagina!