Ecco una guida semplice per recitare il Rosario

Il Rosario è una preghiera devozionale tipica nel rito latino della chiesa cattolica. Le sue origini sono lontane e per tradizione, la chiesa attribuisce la sua nascita ad un’apparizione della Madonna Vergine a San Domenico che ricevette in dono il Rosario.

Questo strumento di preghiera fu introdotto proprio dall’ordine domenicano e diffuso per mezzo delle Confraternite del Santo Rosario. La preghiera del Rosario è un evento importante per il fedele per meditare e unirsi alla comunità ma il suo utilizzo non è semplice come può sembrare.

Vediamo passo passo come si recita il Rosario!

La recita del Santo Rosario: storia e origine

Il Rosario nasce nel profondo Medioevo, quando nei monasteri si recitavano, spesso a memoria, i 150 Salmi di Davide. Per rendere più semplice questo momento di preghiera, verso l’850 d.C. un monaco irlandese suggerì la recita del Rosario al posto dei 150 Salmi di Davide: fu così che nacque la preghiera del Rosario.

I fedeli che si avvicinavano alla recita del Rosario, per contare le preghiere cominciarono a portare con sé una scorta di sassolini. Ben presto si passò all’uso delle cordicelle annodate per facilitare la preghiera in sostituzione dei sassolini. In breve tempo la recita del Sacro Rosario originale divenne d’uso comune. Nel corso degli anni alla forma madre con i Padre Nostro si aggiunse e anche il Saluto dell’Angelo a Maria.

Come ti abbiamo anticipato, il Sacro Rosario così come lo conosciamo oggi viene riconosciuto dalla chiesa come un dono fatto dalla Vergine Maria a San Domenico di Guzman. A lui fu consegnato per combattere gli eretici e i peccatori di ogni epoca. La sua missione era quella di insegnare alle persone come pregarlo e di diffondere questa devozione in tutto il mondo. Da allora comprendere e tramandare l’uso e il giusto modo di pregare il Sacro Rosario è un dovere e una responsabilità di ogni cattolico.

Da cosa ha origine la parola “rosario”? Il termine deriva da un’antica usanza tipicamente medievale ovvero quella di riporre una corona di rose sulle statue della Vergine Maria. Le rose erano il simbolo delle preghiere: belle, profumate e rivolte alla Madonna.

Questa usanza contribuì non solo a definire il suo nome ma portò anche all’idea di utilizzare una collana di grani (corona) per guidare la meditazione. Ancora oggi la rappresentazione tipica del Rosario è proprio una collana fatti di grani che termina con un croce.

Il rosario
Il rosario

Come recitare il Rosario

Come ci ha rivelato la Madonna, sappiamo che ogni qual volta si recita un’Ave Maria è come se si donasse a Lei una bella rosa profumata. Pronunciando l’intero Rosario è come se si regalasse un’intera corona di rose: per questo motivo la recita del Rosario è molto importante per ogni fedele.

Il Rosario nasce come una preghiera poiché riporta al suo interno la storia della nostra salvezza. Infatti, quando avviene la sua recita si entra in uno stato di meditazione profonda in cui si ripercorrono i Misteri che raccontano la storia del Cristo e della Madonna: quelli della gioia, della luce, del dolore e della gloria di Gesù e Maria.

Schema per la corretta recita del Rosario (fonte: www.chiesa-cattolica.net)
Schema per la corretta recita del Rosario (fonte: www.chiesa-cattolica.net)

Per iniziare occorre fare il Segno della Croce e pronunciare le parole: “Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.” A questo punto si prosegue recitando il Credo tenendo in mano la Croce della collana, il punto da cui si inizia la lettura del Rosario.

Si prosegue dunque verso il primo grano recitando un Padre Nostro (b) e tre Ave Maria (c): una per la Fede, una per la Speranza e una per la Carità. Dopo aver percorso i primi tre grani delle Ave Maria si conclude questa prima parte e si recita un Gloria al Padre (d).

Si procede dunque con la pronuncia del Mistero, in base al giorno della settimana, e si inizia il primo ciclo di dieci Ave Maria con la recita del Padre Nostro. Alla fine della decina si pronuncia il Gloria al Padre e la preghiera di Fatima. La stessa sequenza si ripete per 5 volte. Quindi ricapitoliamo:

  1. Enunciazione del Mistero all’inizio di ogni decina;
  2. Un Padre Nostro;
  3. Dieci Ave Maria;
  4. Un Gloria al Padre;
  5. E, per concludere, la Preghiera di Fatima.

Una volta terminate le cinque decine si pronuncia il Salve Regina e si conclude la lettura del Rosario con le Litanie Lauretane.

I Santi Misteri del Rosario: quali sono e quando pronunciarli

Il Rosario si compone di 5 Misteri Gioiosi, 5 Misteri della Luce, 5 Misteri Dolorosi e infine 5 Misteri Gloriosi. Ciascun Mistero ripercorre la vita di Gesù Cristo e di Maria, dall’annunciazione della Sua nascita alla Madre Vergine alla resurrezione di Gesù e all’incoronazione della Madonna a Regina dell’Universo.

Per aiutarti nella corretta recita del Rosario ti riportiamo di seguito i Misteri da enunciare prima di ogni decina e i giorni di riferimento per ciascuno.

I 5 Misteri della Gioia (il lunedì e il sabato):

  1. L’annunciazione della nascita di Gesù a Maria Vergine
  2. Maria Santissima visita Santa Elisabetta
  3. Gesù Cristo nasce povero a Betlemme
  4. Gesù viene presentato al tempio da Maria e Giuseppe
  5. Gesù viene ritrovato al tempio

I 5 Misteri della Luce (il giovedì):

  1. Il Battesimo di Gesù nel Giordano
  2. La Rivelazione di Gesù alle nozze di Cana
  3. L’Annuncio del Regno di Dio con l’invito alla conversione
  4. La Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo
  5. L’istituzione dell’Eucaristia

I 5 Misteri del Dolore (il martedì e il venerdì):

  1. Gesù agonizza nel giardino degli ulivi, il Getsemani
  2. Gesù viene flagellato alla colonna
  3. Gesù viene incoronato di spine
  4. Gesù viene caricato della croce
  5. Gesù è crocifisso e muore sulla croce

I 5 Misteri della Gloria (il mercoledì e la domenica):

  1. La resurrezione di Gesù
  2. Gesù sale al cielo
  3. Lo Spirito Santo discende su Maria e sui primi cristiani
  4. Maria Santissima è assunta in cielo
  5. Maria Santissima è incoronata Regina del cielo e della terra

Le indulgenze plenarie e parziali legate alla recita del Rosario

La religione cattolica ammette l’indulgenza plenaria ai fedeli che recitano in modo devoto il Santo Rosario in chiesa, in famiglia, all’interno di una comunità religiosa o di un’associazione di fedeli. Più in generale a tutti i fedeli che si riuniscono per meditare e recitare il Rosario per un fine onesto. Anche a coloro che si uniscono alla recita della preghiera insieme al Pontefice, trasmessa per mezzo della radio o della televisione viene riconosciuta l’indulgenza plenaria.

In tutte le altre circostanze viene riconosciuta l’indulgenza parziale.

La recita del Rosario è un momento di raccoglimento prezioso per il fedele da condividere con la comunità, indispensabile per instaurare un legame profondo con Gesù e Maria Vergine. Adesso che sai come si recita non ti resta che scegliere il tuo Rosario e dedicarti alla Santa Preghiera!